morte

Scheda di morte ISTAT

Scheda di morte ISTAT

Entro 24 ore dall’accertamento del decesso di qualsiasi persona, deve essere fatta la denuncia della causa di morte, su apposito modello predisposto dal Ministero della Salute, d’intesa con l’ISTAT. Si tratta, appunto, della “scheda di morte”, un documento sanitario ufficiale che può essere molto importante anche in ambito di malpractice medica. Ce ne parla l’Avv. Merika Carigi.

Genova: “malasanità” e risarcimento danno parentale

E’ di 560.000 euro l’ammontare del risarcimento, al netto delle spese e degli accessori, liquidato con sentenza della Corte d’Appello di Genova per un nostro caso di malasanità relativo ad omessa diagnosi e monitoraggio di una emorragia post-chirurgica. Il provvedimento si segnala per costituire una delle prime applicazioni, sul territorio nazionale, della tabella romana in luogo di quella milanese ai fini della quantificazione del danno parentale.

Caduta in ospedale risarcimento danni

Il fenomeno della caduta dei pazienti all’interno dell’ospedale è molto più diffuso di quanto si pensi. Le cadute accidentali costituiscono la casistica più frequente di eventi avversi che si verificano nelle strutture sanitarie, ovvero eventi inattesi correlati al processo assistenziale e che comportano un danno al paziente, non intenzionale e indesiderabile. Approfondiamo l’argomento.

Infezione da stafilococco in cardiochirurgia, malasanità e risarcimento danni

Definito con un risarcimento danni di 445.000,00 euro il caso di malasanità relativo a un paziente che aveva contratto una infezione da “stafilococco epidermidis” in occasione di un intervento di cardiochirurgia: i familiari, assistiti dallo Studio Legale Chiarini, sono riusciti a fare chiarezza, dimostrando la sussistenza di responsabilità della struttura sanitaria nel determinismo del decesso.

Danno parentale: la Cassazione sceglie la tabella di Roma

Il danno da perdita del rapporto parentale deve essere liquidato seguendo la tabella di Roma, non quella di Milano. Solo il sistema romano, infatti, è idoneo a consentire un’adeguata valutazione delle circostanze del caso concreto e, nello stesso tempo, a garantire l’uniformità di giudizio al cospetto di vicende analoghe. Approfondiamo il tema alla luce di quanto stabilito dalla Suprema Corte nell’ordinanza n. 26300 del 29/09/2021.

Ritardo intervento chirurgico & risarcimento danni da “malasanità”

Risultato soddisfacente (oltre 420.000,00 euro il risarcimento erogato) per un complesso caso di malasanità, ad esito infausto, gestito dall’avv. Gabriele Chiarini in sede di accertamento tecnico preventivo: la vertenza è stata definita transattivamente con il riconoscimento del ritardo nell’esecuzione di un intervento chirurgico e l’integrale liquidazione dei danni ai congiunti superstiti del paziente.

Risarcimento del danno catastrofale in ambito di malasanità

Una risalente vicenda di malasanità gestita con esito vittorioso davanti alla Suprema Corte: 726.000 euro la sorte già liquidata nel precedente grado di merito, ora la Cassazione ordina di risarcire anche il “danno catastrofale” dovuto alla lucida agonia affrontata dalla vittima nelle sette ore che hanno preceduto il decesso. In questo approfondimento tutti i dettagli di questa importante pronuncia.

Siena: malasanità per errore nella somministrazione di farmaci

Risolto un altro caso di malasanità: 588.000 euro l’entità del risarcimento e degli oneri accessori complessivamente riconosciuti dal Tribunale di Siena a favore dei congiunti di una paziente deceduta per una cascata di eventi avversi conseguiti ad un errore nella somministrazione di farmaci antitromboembolici, e posti a carico di due strutture ospedaliere private e delle compagnie assicurative di due operatori sanitari.

L’autopsia e il riscontro diagnostico

L’attività autoptica contempla tecnicamente due figure autonome e distinte: il riscontro diagnostico (previsto dal regolamento di Polizia Mortuaria) e l’autopsia giudiziaria (che è un accertamento tecnico non ripetibile disposto dal Pubblico Ministero ai sensi dell’art. 360 c.p.p.). In questo approfondimento cerchiamo di analizzare entrambe queste tipologie di esame, chiarendo quali sono i presupposti e quali le finalità di ciascuna.

Morte del feto per responsabilità medica e risarcimento del danno

Traendo spunto da due recenti pronunce della Suprema Corte (ordinanza n. 22859 del 20/10/2020 e ordinanza n. 19190 del 15/09/2020), ripercorriamo in breve gli approdi della giurisprudenza di legittimità riguardo al risarcimento del danno per la morte prenatale di un figlio imputabile a responsabilità sanitaria.

La Successione Necessaria

Si parla di successione necessaria quando si fa riferimento a quell’insieme di norme che tutelano – in ambito successorio – i membri più stretti della cerchia familiare, disponendo che essi debbano sempre e comunque ricevere una quota del patrimonio del defunto fissata per legge (la c.d. quota di legittima). Delineiamo i principi cardine della successione necessaria e approfondiamo quali sono gli strumenti predisposti dall’ordinamento per tutelare i legittimari nell’ipotesi in cui non vengano rispettati i loro diritti.

Il danno terminale e il suo risarcimento

Ormai entrate a far parte del lessico giuridico corrente, le “categorie dogmatiche” del danno terminale, del danno catastrofale e del danno tanatologico sono spesso oggetto di confusione o fraintendimento. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza, descrivendo esattamente cosa si intende con le relative nozioni e specificando se e quando ne sia ammesso il risarcimento.

Il danno non patrimoniale da uccisione del congiunto e i sistemi tabellari utili a quantificarlo

Traendo spunto dalla recente ordinanza di Cass. III, 1 luglio 2020, n. 13269, parliamo dei possibili scenari interpretativi destinati a prevalere in materia di liquidazione del danno non patrimoniale da uccisione di un prossimo congiunto: in particolare, quanto potrà durare il primato attualmente riconosciuto al sistema tabellare milanese?

Morte sul lavoro: risarcimento ai familiari pieno o decurtato?

Prendendo spunto da una recente pronuncia giudiziale (Cassazione n. 8988 del 15 maggio 2020), cerchiamo di fare chiarezza sulle regole che disciplinano il risarcimento ai familiari in caso di morte del lavoratore per infortunio, con particolare riferimento al rilievo da attribuire all’eventuale concorso di colpa di quest’ultimo.