Telemedicina - MedMal Words

Telemedicina

Responsabilità sanitaria, telemedicina e telenegligenza

La telemedicina è, in parole semplici, l’assistenza sanitaria (medicina) erogata a distanza (per via telematica). Si tratta però di una disciplina aperta e in costante evoluzione, perché si adatta al progresso tecnologico e ai bisogni di cura del paziente.

E la telemedicina può porre problemi inediti sotto il profilo della responsabilità professionale medica, tanto è vero che la letteratura internazionale ha coniato il termine “telenegligenza“.

Ne parliamo meglio con l’Avv. Gabriele Chiarini.

MedMal WORDS | Le parole della responsabilità sanitaria” è un progetto divulgativo a cura di STUDIO LEGALE CHIARINI – Associazione Professionale.


INDICE SOMMARIO


§ 1. La nozione di telemedicina

I sistemi sanitari dei Paesi occidentali stanno affrontando grandi sfide: invecchiamento della popolazione, aumento delle malattie legate a fattori di rischio come l’obesità o le dipendenze, carenza di personale sanitario, per non parlare di qualche pandemia mondiale di tanto in tanto.

Può la tecnologia digitale aiutare i sistemi sanitari a diventare più accessibili ed efficaci?

Probabilmente sì, attraverso la telemedicina.

Innanzitutto, che cos’è la telemedicina?

È un termine che si usa dagli anni ‘70 e che nel corso del tempo, nonostante le cose siano decisamente cambiate, è rimasto immutato.

Ogni volta che la si nomina vengono in mente i primi pc degli anni ‘90: monitor giganteschi ma con schermi piccolissimi, modem a 56 kappa, connessioni indecorosamente lente…

In realtà, oggi, per la telemedicina si usano pc, smartphone, ma anche dispositivi indossabili.

Il contenuto è cambiato, ma il termine è rimasto uguale e, probabilmente, rimarrà tale anche nel prossimo futuro!

La telemedicina è in sostanza l’assistenza sanitaria (medicina) erogata a distanza, per via telematica (da qui il termine).

I diversi significati del termine

Noi, comunque, non ci occupiamo tanto di come nascono i neologismi quanto dei loro significati.

E la telemedicina ne ha diversi.

Questa parola fu introdotta per la prima volta negli anni ‘70 dallo statunitense Thomas Bird per indicare

la pratica della medicina senza l’usuale confronto fisico tra medico e paziente, utilizzando un sistema di comunicazione interattivo multimediale”.

Thomas Bird

Nel 1983, Conrath sosteneva come fosse

l’uso della tecnologia delle telecomunicazioni a migliorare i servizi di assistenza in sanità”.

David W. Conrath

Quarant’anni dopo quell’affermazione è ancora più vera, vista l’importanza che ha acquisito la telemedicina in questi ultimi anni, soprattutto come strumento per fronteggiare l’emergenza sanitaria pandemica.

La definizione di telemedicina, tuttavia, si è evoluta nel corso dei decenni.

Preferisco utilizzare le apparecchiature elettroniche al posto dei musicisti. Fanno meno errori.

Frank Zappa

§ 2. La definizione normativa di telemedicina

Nel 1990 l’Unione Europea stabilì che essa comprendeva

Il controllo, il monitoraggio e la gestione dei pazienti […] attraverso l’uso di sistemi che consentano un tempestivo accesso alla consulenza di esperti e alle informazioni del paziente, indipendentemente da dove essi risiedano”.

U.E., 1990

Pochi anni dopo, nel 1997, l’Organizzazione Mondiale della Sanità la definì come

l’erogazione di servizi sanitari, quando la distanza è un fattore critico, per cui sia necessario usare, da parte degli operatori, le tecnologie dell’informazione e delle telecomunicazioni al fine di scambiare informazioni utili alla diagnosi, al trattamento e alla prevenzione delle malattie”.

O.M.S., 1997

Problemi in ambito di telemedicina?

§ 3. L’ applicazione della telemedicina in Italia

Le numerose definizioni evidenziano che si tratta di una disciplina aperta e in costante evoluzione, anche perché si adatta in continuazione, secondo il progresso tecnologico e il bisogno dei pazienti.

In Italia, ad oggi, esistono diversi documenti per l’applicazione della telemedicina.

Tra i principali ricordiamo le Linee di indirizzo nazionali del 2014 e le Indicazioni nazionali per le prestazioni di telemedicina del 2020.

Secondo questi documenti, i servizi di telemedicina possono essere classificati in diverse categorie:

  • la televisita,
  • il teleconsulto,
  • la telecooperazione sanitaria,
  • il telemonitoraggio,
  • la telerefertazione.

§ 4. Telemedicina, “telenegligenza” e malpractice

E la letteratura internazionale ha parlato anche di “telenegligenza”[1]!

Già, perché è vero che una prestazione erogata in telemedicina ha lo stesso valore di una prestazione erogata in presenza, e che alle attività svolte in telemedicina si applicano tutte le disposizioni – normative e deontologiche – applicabili delle professioni sanitarie.

Ma è anche vero che la telemedicina può porre problemi inediti sotto il profilo della malpractice medica.

Come ci ricorda l’Istituto Superiore di Sanità[2], agire in telemedicina significa assumersene piena responsabilità professionale, anche in ordine alla corretta gestione delle limitazioni dovute alla distanza fisica.

Ad esempio, è raccomandabile utilizzare dispositivi medici di una particolare classe per la televisita (la classe “2-a”), perché solo così viene assicurato il trasferimento in tempo reale di immagini video e audio, mentre è meno sicuro l’uso di strumenti digitali presenti al domicilio del paziente.

Dunque, il professionista deve scegliere la modalità più corretta per effettuare la visita al paziente (in presenza o a distanza), modalità che deve garantire un’assistenza appropriata, sicura ed efficace.

Non solo: se la televisita, per qualsiasi motivo, non permettesse di raggiungere i risultati sperati, insorgerebbe l’obbligo di riprogrammare la prestazione in presenza.

D’altronde, come ci ricorda anche la deontologia medica[3], la relazione con il paziente non può diventare esclusivamente virtuale, perciò la televisita deve essere preferibilmente destinata alle attività di controllo di pazienti la cui diagnosi sia già stata formulata nel corso di una visita in presenza, fra esseri umani in carne ed ossa!

Fonti & risorse

  • S. STOWE, S. HARDING, Telecare, telehealth and telemedicine, Eur Geriatric Med 2010;1:193-197 (clicca qui)
  • Rapporto ISS Covid-19 n. 12/2020 (clicca qui)
  • Indirizzi applicativi allegati all’art. 78 del Codice di deontologia medica (clicca qui)
  • L BASHSHUR, T. REARDON et al., Telemedicine: a new health care delivery system, Annu Rev Public Health. 2000;21:613-3 (clicca qui)
  • L. BEOLCHI, A. DAUTOVA, Telemedicine glossary. Glossary of standards, concepts, technologies and users (clicca qui)
  • Ministero della Salute, Linee di indirizzo nazionali (2014) (clicca qui)
  • Ministero della Salute, Indicazioni nazionali per l’erogazione di prestazioni in telemedicina (2020) (clicca qui)
  • W.H.O., Telemedicine: opportunities and developments in Member States: report on the second global survey on eHealth (clicca qui)
  • D. CONRATH, E. DUNN et al., Evaluating Telecommunications Technology in Medicine (clicca qui)
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Guarda l’episodio di “MedMal WORDS | Le parole della responsabilità sanitaria” dedicato alla TELEMEDICINA!

La maggior parte di noi nasce con l’aiuto del medico e muore allo stesso modo.

George Bernard Shaw

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