Cessione di azienda: la sorte dei rapporti contrattuali non esauriti, dei crediti e dei debiti dell’azienda ceduta

La responsabilità del cessionario di un'azienda

Cessione di azienda: la sorte dei rapporti contrattuali non esauriti, dei crediti e dei debiti dell’azienda ceduta

La caratteristica dell’azienda, secondo la nozione civilistica, di organizzazione dei beni finalizzata all’esercizio di impresa, ha come corollario che la sua cessione abbia un carattere globale e unitario tale da comportare, visto il dettato degli artt. 2558, 2559 e 2560 c.c., la successione nei contratti aziendali, nonché il trasferimento al cessionario dei crediti relativi e dei debiti gravanti sull’azienda ceduta.
Ripercorriamo brevemente di seguito gli effetti della cessione di azienda in relazione ai rapporti contrattuali non esauriti, ai debiti e ai crediti.


§ 1. Il trasferimento di azienda e di ramo di azienda

L’azienda, come noto, è il complesso dei beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa (art. 2555 c.c.); pur conservando una loro individualità, i beni dell’azienda (sia materiali che immateriali) presentano un collegamento e subiscono una unificazione da un punto di vista giuridico in ragione della unitarietà della loro destinazione funzionale allo svolgimento dell’attività di impresa.
L’azienda come tale, ovvero come complesso funzionale di beni, può formare oggetto di disposizione, così come possono essere oggetto di disposizione separata i singoli beni di cui l’azienda si compone.

Per trasferimento d’azienda si intende qualsiasi operazione che, in seguito a cessione contrattuale o fusione, comporti il mutamento nella titolarità di un’attività economica organizzata, con o senza scopo di lucro, preesistente al trasferimento e che conserva nel trasferimento la propria identità a prescindere dalla tipologia negoziale o dal provvedimento sulla base del quale il trasferimento è attuato (art. 2112, comma 5, c.c.).

Si parla di trasferimento o di cessione di ramo di azienda quando si trasferisce una parte di azienda che è autonoma a livello funzionale e pertanto in grado di proseguire l’attività svolta prima del trasferimento, perseguendo gli stessi obiettivi produttivi.
La giurisprudenza ha puntualizzato che, ai fini della legittimità del trasferimento a terzi, deve sussistere anche l’elemento della “preesistenza”” del ramo di azienda: nel negozio di trasferimento le parti debbono identificare

un ramo d’azienda, nell’ambito di un apparato produttivo già esistente, non creato ad hoc ai soli fini di ottenere la traslazione di beni e rapporti di lavoro che in precedenza non avevano il carattere di articolazione funzionalmente autonoma nell’attività economica organizzata presso l’impresa cedente“.

(così, Tribunale Roma sez. lav., 18/09/2018, n. 6639)

La cessione di azienda può essere posta in essere attraverso un contratto, che deve avere forma scritta; il trasferimento di azienda può avvenire anche per successione, in caso di decesso del titolare, e per donazione.

§ 1.1. Gli effetti del trasferimento di azienda

Gli atti di trasferimento dell’azienda comportano:

a) Divieto di concorrenza: “Chi aliena l’azienda deve astenersi, per il periodo di cinque anni dal trasferimento, dall’iniziare una nuova impresa che per l’oggetto, l’ubicazione o altre circostanze sia idonea a sviare la clientela dell’azienda ceduta” (art 2557, comma 1, c.c.);
b) Successione nei contratti (art. 2558, comma 1, c.c.), trasferimento al cessionario dei crediti relativi all’azienda (art. 2559, comma 1, c.c.), accollo cumulativo ex lege dei debiti gravanti sull’azienda (art. 2560 c.c.).

Si tratta di effetti c.d. naturali che trovano fondamento nella strumentalità dell’azienda rispetto all’attività di impresa ed al perseguimento del risultato produttivo, ma che possono essere limitati o esclusi dalle parti mediante espressa pattuizione.

§ 2. Effetti della cessione di azienda sui contratti non esauriti: la successione ai sensi dell’art. 2558 c.c.

L’art. 2558 c.c. prevede che la cessione del complesso dei beni funzionalmente organizzati per l’esercizio di un’impresa determina l’automatico subentro del cessionario nella titolarità dei rapporti contrattuali, di carattere non personale, che attengono all’azienda ceduta.

Se non è pattuito diversamente, l’acquirente dell’azienda subentra nei contratti stipulati per l’esercizio dell’azienda stessa che non abbiano carattere personale“.

(art. 2558, comma 1, c.c.)

Tali contratti sono considerati parte integrante del complesso dei beni aziendali unitariamente considerato (c.d. universitas rerum), con la naturale conseguenza del relativo trasferimento unitamente all’azienda di cui seguono le sorti.
Alle parti è tuttavia, come specificato dalla norma, di pattuire una diversa disciplina; è però

necessario che la deroga a detta regola generale emerga dal tenore letterale complessivo del contratto di cessione, da interpretare secondo le regole ermeneutiche della volontà delle parti stabilite dagli art. 1362 ss. c.c., tra cui il loro comportamento successivo alla conclusione del contratto, che però non può indurre il giudice di merito a desumere una volontà modificativa o innovativa di quella risultante dal contesto dell’atto negoziale“.

(così Cassazione civile sez. I, 22/07/2004, n. 13651)

La successione ipso iure nei rapporti contrattuali ex art. 2558 c.c., in ragione del presupposto del vincolo di unitarietà funzionale proprio dell’azienda, opera soltanto in relazione a:
rapporti contrattuali a prestazioni corrispettive ancora in corso di esecuzione o non del tutto esauriti;
contratti non aventi carattere personale e quindi, come anche di recente puntualizzato dalla Suprema Corte, in relazione

ai cosiddetti ‘contratti di azienda‘ (aventi ad oggetto il godimento di beni aziendali non appartenenti all’imprenditore e da lui acquisiti per lo svolgimento della attività imprenditoriale) e ai cosiddetti ‘contratti di impresa‘ (non aventi ad oggetto diretto beni aziendali, ma attinenti alla organizzazione dell’impresa stessa, come i contratti di somministrazione con i fornitori, i contratti di assicurazione, i contratti di appalto e simili)“.

(così Cassazione civile sez. II, 11/06/2018, n. 15065)

Va rammentato che il terzo contraente, ai sensi dell’art. 2558, comma 2, c.c., può recedere dal contratto entro tre mesi dalla notizia del trasferimento, se sussiste una giusta causa, salvo in questo caso la responsabilità del cedente.

§ 2.1. I rapporti contrattuali oggetto di giudizi pendenti

La Suprema Corte ha da tempo puntualizzato che la successione nei contratti prevista dall’art. 2558 c.c. può intervenire in qualsiasi fase del rapporto contrattuale, purché non del tutto esaurito, e quindi anche nella fase contenziosa, inerente a una domanda di esatto adempimento, di garanzia per vizi o di risoluzione per inadempimento (Cassazione civile sez. II, 11/08/1990, n. 8219).
Il cessionario dell’azienda in questa ipotesi assume, pertanto, la posizione di successore a titolo particolare nel diritto controverso, ai sensi ed agli effetti dell’art. 111 c.p.c.; il giudizio inerente il rapporto contrattuale controverso prosegue fra le parti originarie ed il successore a titolo particolare ha la facoltà di intervenire o essere chiamato nel giudizio, divenendone parte a tutti gli effetti.

La sentenza pronunciata contro il cedente esplica i suoi effetti contro il cessionario, successore a titolo particolare, indipendentemente dalla sua partecipazione o meno al giudizio (Cassazione civile, Sez. Unite, 03/11/2011, n. 22727).

Pertanto:

Allorché la cessione sia avvenuta nel corso di un processo al cui esito sia stata pronunciata una sentenza poi azionata in via esecutiva, è opponibile al cessionario il titolo conseguito dal ceduto nei confronti del cedente, relativo ad un rapporto contrattuale d’impresa non del tutto esaurito“.

(Cassazione civile sez. III, 12/03/2013 n. 6107)

§ 3. La sorte dei crediti relativi all’azienda ceduta (art. 2559 c.c.)

La cessione dell’azienda, come già rilevato, ha carattere unitario e a norma dell’art. 2559 c.c. importa il trasferimento al cessionario, insieme a tutti gli elementi costituenti l’universitas e senza necessità di una specifica pattuizione nell’atto di trasferimento, di tutti i crediti inerenti alla gestione dell’azienda ceduta.
Come specificato dalla norma, detto trasferimento opera “anche in mancanza di notifica al debitore o di sua accettazione, [e] ha effetto, nei confronti dei terzi, dal momento dell’iscrizione del trasferimento nel registro delle imprese. Tuttavia il debitore ceduto è liberato se paga in buona fede all’alienante“.
Le parti possono però manifestare una volontà contraria nel contratto di cessione.

Il trasferimento opera anche in relazione ai crediti di natura extracontrattuale, purché inerenti alla gestione dell’azienda ceduta:

Fra i crediti che, nel caso di cessione d’azienda, si trasferiscono automaticamente al cessionario rientrano anche quelli derivanti da fatti illeciti commessi in danno dell’impresa cedente, a nulla rilevando che gli stessi consistano nella lesione di interessi legittimi pretensivi od oppositivi per condotta illegittima della Pubblica amministrazione“.

(così Consiglio di Stato sez. III, 06/03/2018, n. 1409
e Cassazione civile sez. III, 31/07/2012, n. 13692)

Hai bisogno di supporto in materia di cessione d’azienda?

§ 4. La sorte dei debiti relativi all’azienda ceduta (art. 2560 c.c.)

Ai sensi dell’art. 2560 c.c.:

L’alienante non è liberato dai debiti, inerenti all’esercizio dell’azienda ceduta anteriori al trasferimento, se non risulta che i creditori vi hanno consentito. Nel trasferimento di un’azienda commerciale risponde dei debiti suddetti anche l’acquirente dell’azienda, se essi risultano dai libri contabili obbligatori“.

La norma detta quindi una disciplina finalizzata alla tutela dei creditori, con la previsione del principio di solidarietà fra cedente e cessionario e dell’accollo cumulativo ex lege per i debiti inerenti all’esercizio dell’azienda ceduta anteriori al trasferimento e che risultino dai libri contabili obbligatori.
Anche l’eventuale accollo dei debiti da parte del cessionario, oggetto di specifico accordo negoziale tra le parti, è destinato ad avere effetti cumulativi e non privativi nei confronti dei terzi creditori, i quali potranno sempre agire nei confronti del cedente per ottenere soddisfazione delle proprie ragioni creditorie.

Il requisito previsto dalla norma per cui i debiti debbono risultare dai libri contabili obbligatori è stato oggetto di una recente pronuncia della Suprema Corte, la quale ha rimarcato la finalità di protezione perseguita dalla norma e la necessità di modulare l’interpretazione di siffatto requisito avendo cura di preservarne la ratio:

In tema di cessione di azienda, il principio di solidarietà fra cedente e cessionario, fissato dall’art. 2560 c.c., comma 2, con riferimento ai debiti inerenti all’esercizio dell’azienda ceduta anteriori al trasferimento, principio condizionato al fatto che essi risultino dai libri contabili obbligatori, deve essere applicato tenendo conto della ‘finalità di protezione’ della disposizione, finalità che consente all’interprete di far prevalere il principio generale della responsabilità solidale del cessionario ove venga riscontrato, da una parte, un utilizzo della norma volto a perseguire fini diversi da quelli per i quali essa è stata introdotta, e, dall’altra, un quadro probatorio che, ricondotto alle regole generali fondate anche sul valore delle presunzioni, consenta di fornire una tutela effettiva al creditore che deve essere salvaguardato“.

(così Cassazione civile, sez. III, ordinanza n. 32134/2019, depositata il 10/12/2019)

In applicazione del principio, la S.C. ha cassato con rinvio la decisione impugnata che, in mancanza delle scritture contabili, aveva respinto la domanda della creditrice nei confronti della cessionaria, ma aveva omesso di considerare le evidenze processuali dalle quali risultava che la cessione dell’azienda – in favore di società di nuova costituzione, con la stessa compagine sociale, per l’esercizio della medesima attività e con trasferimento della clientela – era stata utilizzata come strumento fraudolento per spogliare la società debitrice di ogni attivo, precludendo in tal modo il recupero del credito.

Giova rammentare infine che il regime fissato dall’art. 2560, comma 2, c.c. si applica ai debiti in sé soli considerati, e non anche quando, viceversa, questi si ricolleghino a posizioni contrattuali non ancora definite, in cui il cessionario sia subentrato a norma del precedente art. 2558 c.c.
Ed infatti, in tal caso, la responsabilità si inserisce nell’ambito della più generale sorte del contratto non già del tutto esaurito, anche se in fase contenziosa al tempo della cessione dell’azienda (cfr. Cassazione civile sez. II, 06/04/2018, n. 8539).

Avv. Lucia Spadoni
Lucia Spadoni
spadoni@chiarini.com

Avvocato iscritto all’Ordine degli Avvocati di Urbino. Nell’esercizio della professione si occupa prevalentemente di diritto civile ed amministrativo. Ha maturato rilevante esperienza nei settori del diritto immobiliare, del diritto bancario e della responsabilità medico-sanitaria.Curriculum



Hai bisogno di aiuto?

Richiedi una consulenza legale ai professionisti dello Studio Chiarini.
La soddisfazione del Cliente rappresenta l'obiettivo principale di ogni nostra attività.

Rassegna Stampa

SMS, WhatsApp, E-Mail e Onere della Prova nel Processo Civile

Diritto24 del Sole24Ore ospita un articolo dell'Avv. Claudia Chiarini sul rilievo probatorio di sms ed e-mail

Avv. Chiarini per il Giornale: la legge Gelli-Bianco

La sezione "Salute" della testata
"Il Giornale.it" intervista l’Avv. Chiarini:
la riforma della responsabilità sanitaria

Avv. Chiarini per e-Health - G.D.P.R.

La rivista “e-Health News” ha intervistato
l’Avvocato Gabriele Chiarini su G.D.P.R.,
privacy e protezione dei dati sanitari

Avv. Chiarini per Diritto24 Sole24Ore

L'Avv. Chiarini commenta le ultime sentenze della Corte di Cassazione in materia di responsabilità sanitaria

Avv. Gabriele Chiarini - Scegliere il luogo di cura

Come scegliere dove curarsi:
sul settimanale IN Famiglia l'Avv. Chiarini illustra i criteri da tenere presenti

Italia Oggi Sette - Avv. Chiarini

Il danno è un elemento essenziale
della "medical malpractice": l'Avv. Chiarini lo ricorda su Italia Oggi

Repubblica Avv. Chiarini

Insufficienza del personale
infermieristico: l'Avv. Gabriele Chiarini
ne parla su Repubblica

Italpress TG Salute Avv. Chiarini

Carenza di organico ed eventi avversi
in Sanità: intervista all'Avv. Chiarini, esperto di malpractice medica

Avv. Gabriele Chiarini su Panorama

Qualità dei servizi sanitari, errori medici e prevenzione dei rischi in sanità:
ne parliamo con l'Avv. Chiarini

Avv. Gabriele Chiarini su Panorama

L'Avv. Gabriele Chiarini commenta i dati OCSE: in Italia meno della metà degli infermieri rispetto agli altri Paesi

Quotidiano di Sicilia "emergenza medici" - Avv. Gabriele Chiarini

Insufficienza del personale e qualità
dei servizi sanitari: approfondiamo
l'argomento con l'Avv. Gabriele Chiarini

Radio InBlu Emergenza Medici Avv. Gabriele Chiarini

Pomeriggio InBlu intervista
l'Avv. Gabriele Chiarini sul tema
"Emergenza Medici" in Sanità

Residenze Sanitarie Privacy Avv. Spadoni Chiarini

Gli Avv.ti L. Spadoni e G. Chiarini
intervistati come esperti sulle regole
della "nuova" privacy in sanità

Carlino Capolavori Rubati Avv. Giovanni Chiarini

"Furto del Secolo" a Palazzo Ducale:
l'Avv. Giovanni Chiarini tra i protagonisti
del recupero delle opere trafugate

Quotidiano Sicilia Mortalità Servizi Sanitari Avv. Chiarini

L'Avv. Gabriele Chiarini commenta i dati di "amenable mortality" (mortalità riconducibile ai servizi sanitari)

io donna corriere della sera gabriele chiarini privacy sanità

Su Io Donna del Corriere della Sera,
l'Avv. Gabriele Chiarini spiega le nuove
regole della Privacy in Sanità

complicanza malasanità

Avv. Gabriele Chiarini su
Italia Oggi: Quel labile confine
tra complicanza e "malasanità"

privacy parafarmacia

"Questione di Privacy" in Parafarmacia:
parliamone con l'Avv. Lucia Spadoni
e con l'Avv. Gabriele Chiarini

errori sanitari Avv. Chiarini

"Residenze Sanitarie" intervista
l'Avv. Chiarini sugli errori sanitari e sul valore delle statistiche nazionali

Avv. Gabriele Chiarini su Pianeta Salute

L'Avv. Chiarini interviene sullo stato di attuazione del “Garante per il Diritto alla Salute” previsto dalla legge "Gelli"

Avv. Gabriele Chiarini Avv. Andrea Sisti Carlino

Risarcimento di oltre 1.200.000,00 euro
ottenuto dagli Avv.ti Chiarini e Sisti
per un tragico incidente sul lavoro

Sole24Ore Avv. Chiarini

Intervento dell’Avv. Gabriele Chiarini su “Diritto 24” del Sole24Ore in tema di tutela risarcitoria del paziente

Avv. Gabriele Chiarini su Radio Cusano

“Genetica Oggi” su Radio Cusano intervista l’Avv. Gabriele Chiarini su malasanità e diritti del paziente

Avv. Gabriele Chiarini su Radio Cusano

La Rivista "Così" si occupa del nostro report sul costo degli eventi avversi nel Sistema Sanitario Nazionale

Avv. Gabriele Chiarini su Radio Cusano

Interview to Attorney Gabriele Chiarini,
an expert in the field of health liability
and medical-malpractice lawsuits

Image is not available

Omicidio di Sant’Angelo in Vado:
l’Avv. Giovanni Chiarini è il difensore della nuova indagata

Image is not available

Intervista di “Pianeta Salute” all’Avv. Gabriele Chiarini su responsabilità medica e infezioni ospedaliere

Image is not available

Il quotidiano "La Verità" richiama gli approfondimenti dello Studio in tema
di "emergenza malasanità"

Image is not available

Intervista di “Uomo & Manager” all’Avv. Chiarini sugli errori sanitari in Italia e sui costi della malpractice medica

OIPA Magazine - Diritti del malato

Osservatorio Imprese e Pubblica Amministrazione intervista l’Avv. Chiarini sui diritti del malato in Italia

Image is not available

La sezione "Diritto24" del Sole24Ore ospita un contributo dell’Avv. Chiarini sulla legge Gelli-Bianco

Image is not available

Incendio del ristorante "Pesce Azzurro". Unico assolto: l'imputato difeso
dall'Avv. Giovanni Chiarini

Image is not available

L’Avv. Gabriele Chiarini ospite su "Genetica Oggi " di Radio Cusano: il Garante per il Diritto alla Salute

previous arrow
next arrow
Slider